Stato dell'Arte ed Introduzione del Progetto

Nell’ultimo decennio la complessità, la turbolenza e il dinamismo dello scenario economico-produttivo, politico-istituzionale e socio-culturale ha evidenziato che la competitività delle imprese, dei sistemi di impresa e, più in generale, di qualunque sistema organizzativo, non si fonda solo sui tradizionali beni tangibili e sui capitali finanziari, ma grande rilevanza è giocata dalle risorse cognitive ed intangibili in grado di garantire differenziali competitivi sostenibili e duraturi (Drucker, 1993; Itami, 1987; Nahapiet e Ghoshal, 1998; Stewart, 1991; 1997; Teece, 2000).

Differenti prospettive di ricerca, quali la Resource-Based View (Barney, 1991; Drucker, 1959; Penrose, 1959; Peteraf, 1993; Rumelt, 1984; Wernerfelt, 1984), la Competence-Based View (Davenport e Prusak, 1998; Prahalad e Hamel, 1990) e la Knowledge-Based View (Nonaka e Takeuchi, 1995; Spender e Grant, 1997), nel tempo, hanno introdotto nella letteratura economico-manageriale impostazioni teoriche, modelli interpretativi, approcci e strumenti volti ad esaminare, direttamente o indirettamente, l’accresciuta importanza delle risorse cognitive per il miglioramento delle prestazioni delle organizzazioni. In tal senso, sulla base di tali contributi, e nel tentativo di portare a sintesi la valenza esplicativa spesso dispersa delle differenti elaborazioni teoriche sulle risorse cognitive, nell’ultimo decennio si è introdotto e sviluppato il concetto di capitale intellettuale quale nuova categoria interpretativa delle risorse cognitive, analizzandone in maniera crescente il ruolo e la rilevanza per lo sviluppo competitivo delle organizzazioni (Edvinsson e Malone, 1997; Hall, 1992, 1993; Youndt et al., 2004; Marr e Schiuma, 2001; Subramanian e Youndt, 2005; Sullivan, 1998; Sveiby, 1997).

Recentemente, la letteratura economico-manageriale sta sempre più ampiamente concentrando l’attenzione sul ruolo e sulla rilevanza del capitale intellettuale per il miglioramento delle prestazioni non soltanto dei sistemi organizzativi di impresa, ma anche di altri e più particolari sistemi organizzativi quali in particolare le organizzazioni di natura pubblica (Carmeli e Tishler, 2004). In tal senso particolarmente interessante risulta analizzare la rilevanza strategica delle risorse cognitive ed intangibili nonché le interrelazioni di tali risorse nei processi di creazione del valore di specifici sistemi organizzativi pubblici quali le organizzazioni sanitarie.

Tuttavia, nell’ambito delle organizzazioni di natura pubblica, è possibile evidenziare come la problematica del contributo del capitale intellettuale al miglioramento delle prestazioni organizzative è oggetto di limitatissima e superficiale attenzione per rilevanti organizzazioni pubbliche quali le organizzazioni sanitarie. Tale lacuna è difficile da accettare anche alla luce della loro natura di burocrazia professionale.

Inoltre tale letteratura sinora ha non di rado preso la forma di report aneddotici, è apparsa spesso non sufficientemente legata alle definizioni, agli approcci ed agli strumenti più consolidati della letteratura di matrice economica e gestionale ed è sembrata ancora poco focalizzata sia su ampi studi empirici volti ad esplorare e testare le relazioni tra risorse cognitive, capitale intellettuale e creazione di valore, sia sulle implicazioni gestionali connesse alle modalità attraverso cui tali risorse possono, separatamente e congiuntamente, supportare il miglioramento delle prestazioni e le dinamiche di sviluppo di tali sistemi organizzativi (Carmeli e Tishler, 2004). Infine, la letteratura manageriale a livello internazionale propone diversi modelli per misurare, valutare e gestire le risorse cognitive ed intangibili ma anch’essi presentano ancora numerosi limiti teorici ed operativi. Da un punto di vista teorico, essi non presentano un comune sistema di indicatori e ciò non permette di effettuare comparazioni tra diverse realtà organizzative. Al contempo sembrano non soddisfare i più rilevanti attributi dei sistemi di misurazione delle prestazioni così come definiti in letteratura. Da un punto di vista operativo è possibile ravvisare che, nonostante alcune strutture sanitarie nazionali stiano cercando attualmente di attivare un processo di sviluppo di sistemi di misura e di rendicontazione del capitale intellettuale, la loro definizione ed implementazione appare ancora insoddisfacente.

La presente ricerca si propone pertanto di superare tali limiti attraverso la definizione di un quadro interpretativo per l’analisi delle relazioni tra capitale intellettuale e creazione di valore nelle organizzazioni sanitarie; lo sviluppo di un approccio per l’individuazione e la valutazione dei beni e delle risorse cognitive delle organizzazioni sanitarie; lo sviluppo di tecniche e strumenti economico-politici e gestionali per l’analisi delle relazioni causa-effetto tra dotazione e utilizzo di beni e risorse cognitive e prestazioni organizzative; e infine attraverso la definizione di un modello normativo per la pianificazione e l’implementazione di azioni e progetti di gestione e valorizzazione dei beni e delle risorse cognitive al fine del miglioramento delle prestazioni organizzative.